
Le caldaie a condensazione sono una delle tecnologie più efficienti per il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda sanitaria. Funzionano con la modernissima tecnica a condensazione, cioè lo sfruttamento del calore sensibile e latente dei gas di scarico. Le caldaie a condensazione sono quelle che, al contrario delle tradizionali, consentono di ottimizzare al meglio i consumi perché in grado di ottenere rendimento termodinamico al 100%. Il nome deriva dal fatto che nella caldaia c’è un particolare scambiatore che cattura il calore dei fumi di scarico (che altrimenti andrebbe perso insieme con i fumi),fino a far condensare i gas di scarico per poter catturare quel calore (calore latente) che è intrappolato nel vapore acqueo. Questo consente di sfruttare una risorsa di calore in più, che nelle caldaie tradizionali invece va dispersa e permette di ridurre notevolmente le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e di monossido di carbonio (CO). Infatti la caldaia a condensazione, a parità di energia fornita, consuma meno combustibile rispetto ad una di tipo tradizionale. Di solito i fumi di una caldaia tradizionale vengono espulsi a temperature intorno ai 110°C. La temperatura dei fumi espulsi da una caldaia a condensazione, invece, parte da circa 40°C e non supera i 55°C: è evidente come il recupero di calore utile sia notevole. Naturalmente è possibile lavorare con temperature così basse dei fumi,quindi condensare, in quanto le caldaie a condensazione utilizzano scambiatori di calore realizzati con metalli particolarmente resistenti all’acidità delle condense. Considerando che l’inquinamento ambientale è un problema alquanto diffuso, le più moderne tecnologie sono sempre più orientate alla risoluzione dello stesso. Purtroppo, anche gli impianti di riscaldamento generano inquinamento. Le caldaie tradizionali, infatti, producono gas particolari causati dalla combustione delle fonti energetiche, producendo anidride carbonica e ossidi di azoto. L’anidride carbonica crea uno dei problemi più gravi in termini di cambiamenti climatici: l’effetto serra, mentre gli ossidi di azoto sono particolarmente dannosi per l’apparato respiratorio, oltre a generare piogge acide, creando ingenti alterazioni delle acque e del suolo. L’innovazione tecnologica delle caldaie a condensazione favorisce una notevole riduzione di emissioni di questi gas, con conseguente riduzione dell’inquinamento ambientale. L’inquinamento prodotto dalle caldaie a condensazione viene infatti ridimensionato proprio grazie alla raccolta ed allo smaltimento della condensa (contenente acidi) che viene eliminata attraverso la rete fognaria nel caso di ambientazioni domestiche. Mentre, per gli ambienti più ampi, vengono inseriti appositi impianti di smaltimento, generalmente due: uno per eliminare la condensa prodotta dalla caldaia e l’altro per eliminare quella proveniente dallo scarico dei fumi.